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di Andrea Santantonio
In occasione dell’ottavario in onore del nostro patrono cittadino, San Sebastiano, mi domandavo il perché fosse stato scelto come patrono dei GIOVANI di AC.
Un vissuto che può sembrare lontano, anzi lontanissimo se si pensa che Sebastiano visse nei periodi imperiali romani. Allora ecco che il semplice dubbio che mi ero posto si trasforma in una certezza. La scelta era inadeguata. Ma è possibile che non si riesce a trovare un santo emblema del vissuto del giovane di AC?
Pensandoci bene però, qualcosa mi viene in mente: Preghiera, Azione e Sacrificio. Era il motto delle gioventù cattoliche, dei primi nuclei da cui nascerà l’Azione Cattolica.
Ed ecco che san Sebastiano diventa l’emblema di quel motto, che vede, nell’adoperarsi per i suoi fratelli cristiani, l’“Azione”; nel difendere Cristo fino alla morte, il “Sacrificio”.
Sfida grossa per noi giovani, che già a malincuore interpretiamo la parola Azione, figuriamoci il Sacrificio.
Forse noi giovani dovremmo guardare a san Sebastiano con occhi nuovi, attuali: riusciremmo oggi a rinunciare alla nostra carriera, al nostro tornaconto per seguire Cristo?
Non credo proprio, soprattutto oggi che abbiamo difficoltà anche a ritagliarci quei pochi momenti da dedicare a Lui nella nostra settimana. Ed ecco che i nostri impegni diventano tutti insormontabili, le nostre cose diventano tutte improrogabili. Fossimo al posto di S. Sebastiano avremmo preferito la nostra bella carriera da capo delle guardie imperiali piuttosto che mettere in discussione la nostra vita.
“Ma l’obiezione che viene naturale è: se l’hanno fatto santo un motivo pure ci sarà! Dobbiamo guardarlo come esempio, ma è un altro conto imitarlo poi.
E poi in cosa dovrebbe consistere il nostro imitarlo? Cosa c’entra con la nostra realtà di gruppo di giovani?”
Ecco si! Partiamo proprio dal gruppo: quale gruppo? Quello che ormai è surrogato da ogni altro tipo di impegno? Quello che serve solo a riempire il nostro tempo vuoto? Eppure credo che se ognuno guardasse alla sua esperienza, avrebbe tremila motivi per ringraziare il gruppo: per le amicizie che gli ha fatto trovare, per i piccoli grandi amori che sono nati, per il semplice modo con cui ci ha permesso di essere cittadini del mondo diversi dagli altri.
Ma anche per i semplici sorrisi, i pianti, le gioie e le arrabbiature che INSIEME abbiamo sempre vissuto. Quel gruppo che è il fulcro del nostro stare insieme, che è l’origine di tante nostre belle esperienze e gioie personali.
Sono convinto che senza di esso non staremmo insieme, non saremmo quelli che siamo. Non è per un mero senso di riconoscenza che dobbiamo essere più partecipi, ma perché sono convinto, e lo siete anche voi, che ogni giorno quel gruppo ha ancora tanto da darci e da donarci.
Ed è quello il luogo in cui dobbiamo svegliare i nostri sentimenti di AZIONE, di PREGHIERA, di SACRIFICIO. Quell’azione che abbiamo da sempre avuto nel farci carico dei più piccoli o dei nostri coetanei in difficoltà, quella preghiera al centro del canto del nostro coro, quel sacrificio nel conciliare il nostro micromondo, con il macromondo di Cristo.
Ed ecco perché S. Sebastiano è il nostro patrono, prima che di noi racalini, di noi GIOVANI DI AC.
Se guardo in me stesso dico: “Io sono felice di essere un Giovane di AC”. E tu??