L'esperienza di Emmaus - ACRacale

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L'esperienza di Emmaus

 
il pasto di Emmaus
 
Riflessioni sull'Annuncio: L'esperienza di Emmaus

di Patrizia Giannelli

Due uomini in cammino, in viaggio verso Emmaus, una piccola località poco distante, forse 6-7 miglia da Gerusalemme.
In viaggio parlavano, rammaricati, di ciò che era successo pochi giorni prima.
Gesù di Nazareth, “profeta potente davanti a Dio e a tutto il popolo in opere e parole” era stato giudicato e messo a morte su una croce.
Quanta rabbia e delusione!
Pensavano che fosse Lui a liberare Gerusalemme, Lui aveva infiammato il loro cuore, ma si erano illusi!
Quante attese, quante speranze erano state appese ad una croce e da lì pendevano: morte! Tutto era finito ma tutto si era compiuto!
Poi quelle dicerie, invenzioni forse, frutto delle fantasie di donnicciuole frustrate e ammaliate: “non c’è più è Risorto!”, ma i discepoli, gli uomini veri, non ci avevano creduto non erano rimasti incantati più di tanto. Superbi dal cuore sclerotico!
“Sciocchi e tardi di cuore nel credere alle parole dei profeti!”.
Questo dice un viandante che si affianca a questi due uomini e li accompagna nel loro cammino. Un viandante come loro che si inserisce nell’itinerario dubbioso, in quell’andare verso Emmaus, che sembra una fuga da Gerusalemme.
Questo viandante fa però, qualcosa di strano, compie un miracolo: fa risuonare e vibrare i loro cuori.
”Non ci ardeva forse il cuore?”. Fino all’esclamazione forte e accorata: “Resta con noi perché si fa sera!”.
Ecco la Pasqua! La Resurrezione! E’ in quell’accorgersi che il Signore cammina con noi, ci accompagna e vivifica le nostre attese e la nostra fede con la sua “Parola”.
Il Signore è risorto e vivo! E anche il nostro grido di fede e i nostri occhi, così come il nostro cuore, si spalancano fino a riconoscerlo nello “spezzare del pane”.
Sei Tu Signore, presente e vivo nell’Eucaristia. Ti riconosciamo e ti amiamo e rimani sempre con noi, vicino, a supportarci nel cammino della nostra vita, anche quando i dubbi e le angosce ci attanagliano.
Grazie Gesù!
Come i pastori e come i discepoli “partiamo senza indugio” a riferire ciò che abbiamo visto. Il mondo intero risuoni dell’annuncio pasquale: “Davvero il Signore è risorto!”


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