6° messaggio nella bottiglia - ACRacale

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6° messaggio nella bottiglia

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6° Messaggio nella bottiglia

La nostra vita procedeva e ci spingeva ad andare avanti... a sperare che un giorno qualcuno sarebbe venuto a salvarci. Ci eravamo dati delle motivazioni per sostenerci l’un l’altro. Stavamo imparando ad accettare il sacrificio e la pacifica convivenza. Poi un giorno uno dei superstiti giunse sulla spiaggia bianco in faccia, come se avesse avuto un incontro ravvicinato con la morte. Confuso e agitato riuscì a fatica a parlarci. Il dottore lo stese per terra mentre lui con gli occhi spalancati al cielo continuava a gridare: “L’ho visto... l’ho visto”. “Cosa hai visto?”, gli chiesi, evidentemente contagiato dal suo stato di disperazione. “L’ho visto... Muoveva gli alberi... Li sradicava e li frantumava come se fossero di cartapesta”. Sgranò ancora di più gli occhi come se i bulbi volessero scappargli via dalla faccia. Afferrò il dottore per il colletto della maglietta: “Verrà a prendere anche noi...”. “Chi è che verrà a prenderci?”, chiese per più volte il dottore nascondendo la sua preoccupazione con una recitata pacatezza. “Il fumo nero”.
Gli ci volle una dose massiccia di calmante per farlo addormentare, ma il suo silenzio indotto non portò via la preoccupazione e il terrore che il suo racconto aveva generato in noi. Avevamo una prova, un pericolo nuovo da affrontare... presto o tardi. Cos’era quel fumo nero?


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