"Una sola è la cosa di cui c'è bisogno" - ACRacale

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"Una sola è la cosa di cui c'è bisogno"

 
Riflessioni sull'Annuncio: "Una sola è la cosa di cui c'è bisogno"

di Patrizia Giannelli

Io vi dico: Luca 10, 38-42

“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca del padre”
. Dalla contemplazione nasce l’ascolto, è lo stesso atteggiamento dell’amante che contempla il volto dell’amato e ascolta con cuore sincero le “parole espresse” dalla bocca, così come le “parole inespresse” quelle, cioè, che parlano direttamente al cuore. Solo un cuore innamorato è capace di tradurre i desideri dell’Amato e capire i desideri di chi ci vuole bene significa riconoscere che il “fare” non è mai fine a sé stesso, ma è un finire dell’"ascoltare". Maria aveva capito che il fermarsi a contemplare il Maestro le dava la possibilità di saper riconoscere, in mezzo a tanta ansia del fare, le cose che dovevano essere fatte perché l’altro crescesse. Fra lo stress quotidiano dobbiamo stabilire una scaletta di impegni, non secondo la volontà del mondo, ma secondo la volontà di Dio. Non dobbiamo, però, neppure incorrere nell’attivismo senza pace che ci distoglie dall’essenza delle cose e della vita vera.
L’atteggiamento giusto è, quindi, quello di Maria che sedeva ai piedi di Gesù e ascoltava la sua Parola, con umiltà. Quante parole ascoltiamo spesso vane e logorroiche degli uomini o dei nostri richiami del mondo che ci portano ad essere tutti presi dai molti servizi perdendo il filo del nostro essere ci ubriachiamo fino a stordirci. E’ solo dopo la contemplazione e l’ascolto che sicuri possiamo dire al Signore le stesse parole di Samuele: “Mi hai chiamato, eccomi!” e come aggiunge Eli, il sacerdote: “Parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta. La tua Parola e luce ai miei passi”. Sappiamo “fare” e “camminare” solo se ci fermiamo a contemplare e ad adorare.




“E’ per questo che la tua gioia ha raggiunto in me la sua pienezza.
E’ per questo che sei sceso in me. O signore di tutti i cieli,
dove sarebbe il tuo amore se io non esistessi?

Hai diviso con me tutta questa ricchezza,
Nel mio cuore è l’infinito gioco del tuo diletto.
Nella mia vita la tua volontà sta sempre prendendo forma.

Ed è per questo che tu, che sei il Re dei re,
ti sei ornato di bellezza per sedurre il mio cuore.
E per questo il tuo amore si perde nell’amore del tuo amante
e là tu appari nell’unione perfetta di due esseri.”
(Tagore)




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